Anche l’abbandono diventa arte.
Ma non si parla di sentimenti piuttosto di qualcosa di tangibile…..

Chi di voi da adolescente non ha subito il fascino del “pericolo” e del “proibito”?

Ognuno di noi ha osservato con curiosità qualche vecchia villa abbandonata, qualche fabbrica dismessa, qualche galleria sudicia la fine della quale si perdeva lontana nel buio. Bastava semplicemente guardarsi intorno, nel proprio quartiere o nel proprio paese o città. I più coraggiosi e spericolati si sono anche dati all’esplorazione personale insieme agli amici con tutta l’adrenalina e la fantasia dell’adolescenza.

 L’Urban Exploration (conosciuta anche come urbex), tradotta letteralmente dall’inglese significa “esplorazione urbana”, e consiste nell’esplorazione di strutture costruite dall’uomo, abbandonate e dimenticate successivamente.  La fotografia e la documentazione storica sono ingredienti essenziali di questo hobby e, anche se talvolta esso può condurre allo sconfinamento su proprietà private, non è questa la regola e comunque le intenzioni sono oneste

In tutto il mondo migliaia e migliaia di strutture vengono abbandonate e lasciate a se stesse.
Molte volte però, le intemperie e lo scorrere del tempo sono capaci di rendere un luogo affascinate e misterioso.
A questo punto, voglio consigliarvi Matthew Christopher che durante alcune ricerche sullo stato di declino del sistema ospedaliero americano, inizia a documentare i luoghi abbandonati con delle fotografie.
Da lì a poco nasce abandonedamerica.us e un libro Abandoned America: The Age of Consequences dove si possono ammirare numerosissime fotografie scattate in tantissimi luoghi diversi.
Non ci resta che ammirare il fascino della decadenza.

 

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